Le mascherine servono per proteggersi dall’inquinamento? Se si, quali sono efficaci?

Come ogni anno, da Ottobre, la pianura padana è teatro di fortissimo inquinamento atmosferico, causato principalmente dalle alte concentrazioni di polveri sottili. Particolarmente preoccupanti sono le concentrazioni di PM2.5, causa di almeno 4 milioni di morti premature nel mondo in un solo anno (OMS-2016). A Pavia, praticamente ogni giorno autunnale e invernale (o quasi), le concentrazioni di PM2.5 sono almeno il doppio rispetto al valore considerato sicuro dall’OMS (25ug/m3).

La domanda(e) allora sorge spontanea: ci si può proteggere utilizzando mascherine? E’ utile utilizzarle in bicicletta, magari mentre si va a lavoro? Se si, quali mascherine sono più efficaci? La letteratura scientifica a riguardo è molto scarsa, tuttavia abbiamo studiato l’argomento cercando di fornire, in questo articolo, le evidenze scientifiche finora esistenti.

  1. Le mascherine servono mentre si cammina o si va in bici?

Esistono pochi studi per poterlo dire con certezza. Tuttavia i pochi studi pubblicati sembrano suggerire che indossare mascherine protettive di tipo FFP2/FFP3 in condizioni di forte inquinamento (PM2.5>50 ug/m3) può aiutare a limitare gli effetti negativi dell’aria contaminata, a patto di indossare la mascherina correttamente e che il “fit” con il nostro viso sia ottimale (ossia non ci devono essere ingressi di aria non filtrata dai lati, o dalla parte superiore della mascherina). In particolare, l’utilizzo corretto di mascherine protettive sembra mitigare diversi effetti negativi associati all’esposizione ad alte concentrazioni di PM come aumento della pressione, variazione del ritmo cardiaco e sintomi come stanchezza, mal di testa e nausea.

  • Quali mascherine utilizzare?

Sono due gli aspetti che determinano l’efficacia complessiva di una mascherina: la capacità filtrante e la capacità di tenuta (chiamato fattore di perdita). Questo secondo aspetto è difatti determinante: la maggior parte delle mascherine non isolano completamente dall’esterno l’apparato respiratorio perché lasciano entrare aria non filtrata dai lati o da imperfezioni che si creano tra la mascherina e il viso. Questo fattore è fortemente influenzato dalla forma e dalla dimensione del viso di chi indossa la mascherina. Alcuni studi hanno testato diverse mascherine in diverse situazioni quotidiane come camminare, muovere il visto ecc, misurandone l’aria non filtrata in ingresso. Come è evidente dagli studi analizzati, solo alcune mascherine offrono una protezione adeguata in quasi tutte le situazioni analizzate. Alcune di esse, invece, offrono una scarsissima protezione in quasi tutte le situazioni.

Diversi studi hanno testato l’efficacia complessiva (come risultato dato da fattore filtrante+ fattore di perdita) di mascherine comunemente trovate in commercio. Di seguito una classifica che riassume i risultati provenienti da diversi studi:

% particelle bloccate (particelle 1 um) % aria in ingresso non bloccata (FIT)
1. 3M 9332+99.1-99.8 %1-10 %
2. 3M 187099.1-99.5 %1-12%
3. Venus V43099-99.5%1-12%
4. 3M 831099-99.4%1-13%
Mascherina chirurgica (fuori classifica)30-50%50-80%

E’ evidente che mascherine di stoffa o chirurgiche non sembrano offrire, invece, alcuna protezione contro l’inquinamento.

Conclusione: nessuno studio è ancora stato fatto in grado di dimostrare, in modo ripetibile, che l’utilizzo di mascherine durante episodi di forte inquinamento ha effetti benefici su tutta la popolazione. Tuttavia, i primi studi disponibili, sembrano mostrare che c’è un effetto positivo, specialmente quando le mascherine sono indossate da persone appartenenti a gruppi sensibili. In questo contesto la scelta della giusta mascherina è fondamentale, specialmente in funzione della forma del proprio viso. In caso di utilizzo in bicicletta può essere utile l’utilizzo di mascherine con valvola in modo da aumentare il confort respiratorio e diminuire l’umidità che si crea all’interno della parte mascherata.

Disclaimer: con questo articolo non raccomandiamo acquisti di nessun genere, l’articolo è solo il risultato di una ricerca basata su articoli scientifici già pubblicati in letteratura. Altre mascherine non citate (solo perchè non presenti negli studi presi da noi in considerazione) potrebbero offrire prestazioni migliori o peggiori di quelle descritte in questo articolo. Non forniamo consigli di tipo medico, l’utilizzo della mascherina deve essere discusso con il proprio medico curante.

Referenze:

[1] Cherrie, John W., et al. “Effectiveness of face masks used to protect Beijing residents against particulate air pollution.” Occupational and environmental medicine 75.6 (2018): 446-452.

[2] Langrish, Jeremy P., et al. “Beneficial cardiovascular effects of reducing exposure to particulate air pollution with a simple facemask.” Particle and fibre toxicology 6.1 (2009): 8.

[3] Langrish, Jeremy P., et al. “Reducing personal exposure to particulate air pollution improves cardiovascular health in patients with coronary heart disease.” Environmental health perspectives 120.3 (2012): 367-372.

[4] Shi, Jingjin, et al. “Cardiovascular benefits of wearing particulate-filtering respirators: a randomized crossover trial.” Environmental health perspectives 125.2 (2017): 175-180.

[5] Guan, Tianjia, et al. “The effects of facemasks on airway inflammation and endothelial dysfunction in healthy young adults: a double-blind, randomized, controlled crossover study.” Particle and fibre toxicology 15.1 (2018): 30.

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